Comunicato stampa, 09.04.14

Le asserzioni del Consiglio federale sono quattro volte false

Il comitato d’iniziativa ha appreso con indignazione delle ingannevoli asserzioni del Consiglio federale sull’iniziativa «Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare». Ciò che l’iniziativa prevede è un moderato ordinamento dell’insegnamento sessuale scolastico, che assicuri la potestà educativa dei genitori, e cioè: nella scuola dell’infanzia deve essere svolto l’insegnamento sulla prevenzione dagli abusi sui bambini, mentre le lezioni, facoltative, in materia sessuale vanno situate dal 9° anno d’età, e quelle di biologia, obbligatorie, dal 12° anno d’età. Le asserzioni del Consiglio federale a tale riguardo sono quattro volte false:

1. L’iniziativa non si indirizza contro la prassi odierna nelle scuole elementari, poiché per le scuole elementari svizzere non è oggi in vigore alcuna norma circa un insegnamento sessuale obbligatorio. Eccettuato il Cantone di Basilea-Città, il cui disciplinamento è al momento oggetto di un’indagine da parte del Tribunale federale, è infatti sempre possibile ottenere un esonero dall’insegnamento.

2. Assurda e cinica è l’asserzione del Consiglio federale che l’allarme sollevato dai promotori sarebbe privo di fondamento. L’iniziativa è invece proprio una diretta conseguenza dell’attivismo svolto dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per potenziare, tramite milioni di franchi dei contribuenti, il «Centro di competenza educazione sessuale e scuola» di Lucerna e rendere obbligatorio su tutto il territorio federale l’insegnamento sessuale, a cominciare dalla scuola dell’infanzia. Nel frattempo il Centro di competenza è stato costretto a chiudere. Quanto all’insegnamento sessuale imposto dallo stato fin dalla scuola dell’infanzia e accordato all’attuale moda «Gender mainstreaming», l’UFSP vuole tenere duro.

3. Ingannevole è l’asserzione che l’iniziativa si ingerirebbe nell’attribuzione costituzionale delle competenze tra confederazione, cantoni e comuni. In realtà, l’iniziativa non prevede alcun trasferimento di competenze. L’iniziativa fa semplicemente presente che anche i cantoni sono tenuti ad attenersi ai diritti fondamentali costituzionali: l’insegnamento sessuale obbligatorio nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare viola i diritti fondamentali dei bambini alla libertà e integrità personali e alla protezione della sfera privata.

4. Falsa è infine l’asserzione del Consiglio federale che l’approvazione dell’iniziativa popolare ostacolerebbe la prevenzione dalle aggressioni sessuali. Il testo dell’iniziativa prevede invece espressamente la prevenzione dagli abusi sui minori già a livello di scuola dell’infanzia.

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