Giornale del Popolo, 18.04.12

«No» all’educazione sessuale all’asilo

Niente insegnamento sessuale al di sotto dei 9 anni di età, successivamente lezioni facoltative, a partire dai 12 anni nozioni sulla riproduzione e lo sviluppo umano nell’ambito delle ore di biologia. Queste le tre richieste formulate nell’iniziativa popolare “Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare”, lanciata ieri a Berna da un comitato che raduna diversi genitori e politici attivi a livello cantonale e federale, nelle fila di UDC, PPD, PLR, Lega ed Evangelici, e provenienti dalle tre regioni linguistiche. In rappresentanza del Ticino ci sono il banchiere Michele Moor  e la consigliera nazionale Roberta Pantani.
L’iniziativa è nata per volontà di un gruppo di genitori basilesi. A Basilea-Città, infatti, dall’inizio di quest’anno scolastico l’educazione sessuale viene impartita obbligatoriamente già all’asilo e alle elementari. Come materiale per l’insegnamento sono stati distribuiti organi sessuali in peluche e libri con illustrazioni piuttosto esplicite, ha spiegato il consigliere nazionale Sebastian Frehner (UDC). L’educazione sessuale dovrebbe essere prioritariamente un compito dei genitori, ha aggiunto Jakob Büchler(PPD). Dopo aver promosso una petizione, e di fronte al rifiuto delle autorità scolastiche di rendere perlomeno facoltative le lezioni, si è deciso di lanciare l’iniziativa a livello federale. Anche in Romandia e in Ticino, infatti – ha notato l’ex consigliera nazionale Susette Sandoz (PLR) – vi sarebbe la tendenza a proporre insegnamenti in campo sessuale già nei primi anni scolastici. Il termine per la consegna delle 100’000 firme necessarie per la riuscita dell’iniziativa scadrà il 17 ottobre 2013.

 

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