il Caffé, 17.04.12

Iniziativa contro

l’educazione sessuale

L’educazione sessuale a scuola dovrà ridursi allo stretto necessario. E così, prima dei 12 anni non dovrà essere imposto alcun corso obbligatorio. La destra conservatrice scende in campo con l’iniziativa popolare “Protezione dalla sessualizzazione nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare” che si prefigge l’obiettivo di consegnare le 100mila firme necessarie entro il 17 ottobre 2013.
Il testo dell’iniziativa stabilisce che l’educazione sessuale è primariamente compito dei genitori. Al massimo, alla scuola materna possono essere date informazioni destinate alla prevenzione degli abusi sessuali. Queste nozioni non devono affrontare l’educazione sessuale, che può poi essere insegnata a scuola, ma solo a titolo facoltativo. Un corso obbligatorio potrà essere proposto agli allievi di 12 anni e più nell’ambito dell’insegnamento della biologia. Dev’essere orientato alla “trasmissione di conoscenze sulla riproduzione e lo sviluppo umani”.
Tra i fautori dell’iniziativa figurano vari deputati federali, tra cui la consigliera nazionale ticinese Roberta Pantani (Lega), ma quale promotore vi è anche il banchiere privato ticinese Michele Moor (Ppd). La maggior parte dei deputati federali sono di area democentrisita, come il giurassiano Dominique Baettig, il vallesano Oskar Freysinger, lo zurighese Toni Bortoluzzi e lo svittese Peter Föhn. Dei promotori fanno anche parte esponenti del Ppd e del Plr, come il consigliere nazionale Yannick Butter o l’ex consigliera nazionale liberale vodese Suzette Sandoz. Al comitato si è anche unito il gruppo di genitori basilesi che si oppone alla famosa scatola di accessori pedagogici con organi sessuali in peluche.

 

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